Sabato 19 ottobre

Clima che cambia: impossibile sopravvivere con un centesimo al giorno


Un centesimo al giorno è l’ammontare di denaro che arriva ad ogni cittadino africano in media: impossibile sopravvivere al clima che cambia!

Il cambiamento climatico a cui stiamo già assistendo porterà conseguenze importanti, che avranno come effetto la necessità di adattarsi per sopravvivere a queste condizioni.

Mentre nei paesi più ricchi tutto ciò è facilmente raggiungibile (basti vedere come in Giappone, dopo pochi mesi dai grandi disastri, si torna ad essere più forti di prima ad eventuali catastrofi naturali), grazie alla possibilità di costruire edifici resistenti o prepararsi ad eventuali effetti del cambiamento climatico, nei paesi più poveri, come quelli africani, tutto ciò non è assolutamente pensabile.

Non si parla soltanto di uragani, maremoti, terremoti e catastrofi di questo genere, sicuramente più logoranti ma meno frequenti.
Si parla di eventi più diffusi, come siccità per lunghi periodi, così come tempeste importanti e altri fenomeni simili.

Nonostante anche terremoti e uragani risultano intensificati e più frequenti, in Africa, fenomeni ‘comuni’ come la siccità (specialmente in estate), risultano essere decisamente più mortali, a causa dell’elevata frequenza e a causa delle scarse condizioni alimentari e igienico-sanitarie del continente.
Tutto ciò, ovviamente, nei paesi più ricchi avrebbe conseguenze esclusivamente economiche, ma non sulla mortalità, a differenza dei paesi africani.

Sul singolo evento, quindi, uragani e terremoti potrebbero uccidere più persone contemporaneamente, ma a lungo andare, le vittime per fenomeni più ‘lievi’ ma prolungati, in Africa, è decisamente maggiore.

Ogni cittadino, in media, ottiene circa 3 dollari l’anno tramite aiuti, decisamente troppo pochi per sopravvivere ai danni derivanti dal cambiamento climatico, come allevamenti distrutti e raccolti perduti, e di conseguenza, la perdita delle risorse alimentari.
Il ricavato, che varia tra i 2,4 e i 3,4 miliardi di dollari per i 48 Paesi più poveri nel mondo, non è assolutamente sufficiente a tamponare quest’evoluzione climatica.

Climate Summit a New York

L’organizzazione che si occupa di combattere le disuguaglianze, dal nome Oxfam, si occuperà di trattare questo delicato argomento nel prossimo Climate Summit che si terrà a New York, parlando in particolare del Corno d’Africa e del Mozambico, dove il clima ha scombussolato un ambiente già abbastanza in crisi, portando ulteriore carestia e malattie.

Per tale ragione, la richiesta di tale evento avrà come oggetto la donazione di fondi promessi e mai concessi realmente (oppure concessi come fossero dei prestiti da restituire, sostanzialmente impensabile per un ambiente già così povero, basti pensare che la Somalia ha un debito che corrisponde al 75% del PIL, valore troppo alto per essere aggravato ulteriormente).

Infatti, a fronte dei 100 miliardi promessi, solo 2,4-3,4 miliardi di dollari sono stati realmente concessi. Si parla esattamente del 2,4-3,4% del totale. Decisamente troppo poco.

Ulteriori adattamenti

Se entro il 2020 erano stati chiesti 100 miliardi di dollari per adattarsi ai cambiamenti climatici, farlo entro il 2030 avrà costi decisamente superiori, compresi fra i 140 e i 300 miliardi di dollari.

Per tale ragione sarebbe importante ridurre le emissioni di CO2 (per non aggravare ulteriormente la situazione), e rispettare gli impegni presi sul fronte donazioni.

Terzo Global Strike For Future

Il 27 settembre prossimo vi sarà il terzo Global Strike For Future, manifestazione che permetterà di agire tramite interventi immediati contro gli effetti del clima che cambia.

12 città italiane e 11 Paesi Europei, inoltre, saranno coinvolti nel Maggio 2020 in manifestazioni cittadine per agire su questo tema molto delicato.

Un ruolo importante verrà svolto dai cittadini, te compreso, per far sì che ogni donazione, anche la più piccola, possa rendere il futuro di queste persone migliore.

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